Vans A Quadretti - Italia Online Outlet

Oltre 5000 Vans A Quadretti. Distributore ufficiale per l'Italia. offre la possibilità di vedere e confrontare gli ultimi trend, colori e modelli per tutte le marche.

E dal 2010 vans a quadretti il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove, Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post, Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli, È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post, È un modo per esserci, quando ci si conta, Foto dalla sfilata di Milano del direttore creativo Alessandro Michele, col suo stile sempre uguale che continua a funzionare.

All'ultima sfilata tra affreschi rinascimentali a Palazzo Pitti c'erano anche Jared Leto tra il pubblico e Francesco Bianconi in passerella La prima collezione "cruise" – che vuol dire? – di vans a quadretti Maria Grazia Chiuri, piena di star e modelle che leggono nel backstage.

La notizia della settimana nel mondo dello streetwear, cioè della moda legata ai giovani e alla cultura hip hop e vans a quadretti degli skater, è che il marchio Supreme ha venduto una larga parte delle sue azioni al fondo di investimenti Carlyle Group, L’operazione è stata confermata dal capo di Supreme, James Jebbia, che però non ha fornito dettagli: fonti del sito di moda  Business of Fashion, però, hanno detto che Carlyle Group ha acquistato circa il 50 per cento delle azioni di Supreme per circa 500 milioni di dollari, valutando quindi l’intera società un miliardo di dollari, Supreme esiste da 23 anni e fu fondata da un imprenditore con un solo negozio per skater a New York; oggi è uno dei più importanti – se non  il  più importante – marchio di streetwear, oggetto di un culto come poche altre società di moda al mondo, e che negli ultimi anni ha avuto un aumento di popolarità con pochi precedenti..

A chi ha più di 30 anni, oppure non segue le nuove tendenze della moda, il marchio Supreme probabilmente non dirà niente. Per gli altri, invece, è da qualche anno praticamente onnipresente, grazie a una strategia di marketing capillare e basata principalmente sui social network, in particolare Instagram, cioè quello più redditizio e sfruttato dalle aziende di moda. In Italia la più recente popolarità di Supreme è dovuta in buona parte alla pubblicità che gli fa il cantante Fedez, che su Instagram ha 4,2 milioni di follower, a cui si aggiungono i 10,5 milioni della sua fidanzata e influencer di moda Chiara Ferragni, insieme alla quale Fedez si fotografa quotidianamente. Scorrendo la timeline di Fedez si trovano decine di foto in cui indossa magliette, felpe, giacche o porta borsoni con il logo Supreme molto in vista; ne ha anche parlato spesso nelle interviste, e in un suo recente profilo uscito sul sito di lifestyle americano Highsnobiety ha detto di avere la più vasta collezione del marchio in Italia.

Supreme fu fondata nel 1994 da Jebbia, che aprì un negozio a Lafayette Street, Manhattan, dopo aver lavorato per circa dieci anni in altri marchi di moda newyorchesi (era nato negli Stati Uniti, ma aveva vissuto fino ai 19 anni a Londra), Il primo vans a quadretti negozio di Supreme apparve fin da subito diverso dagli altri, Era una via di mezzo tra un negozio e una galleria d’arte, e in mezzo al locale c’era un grande spazio in cui si poteva andare sullo skateboard, L’atipicità del negozio ricevette da subito molte attenzioni da parte degli skaters newyorchesi, ai quali da una decina d’anni si rivolgevano marchi come Nike e Adidas, che grazie alla diffusione della cultura hip hop all’inizio degli anni Ottanta avevano iniziato a vendere sneaker, felpe, t-shirt e giacconi sportivi con i propri loghi in bella vista a milioni di giovani statunitensi, La diffusione dello streetwear si basava proprio sull’emulazione dei rapper e degli sportivi più popolari tra i giovani, che avevano ora la possibilità di vestirsi come i loro idoli senza dover spendere cifre esagerate..

Supreme fu da subito molto riconoscibile: il suo logo, rosso con la scritta bianca scritta nel font Futura (in corsivo), per stessa ammissione di Jebbia si basava esplicitamente sulle opere dell’artista americana Barbara Kruger, che soltanto recentemente si è lamentata dell’appropriazione. Supreme ha prodotto da subito di tutto, dalle magliette alle felpe ai cappellini, evitando di specializzarsi in un capo di abbigliamento preciso. Ci mise poco a farsi notare: nel 1995 un articolo di  Vogue paragonò il marchio a Chanel, spiegando che nonostante le clientele molto diverse, entrambi erano un marchio di culto. Da allora Supreme è spesso chiamato «lo Chanel dello streetwear».

I capi d’abbigliamento di Supreme mischiavano molte diverse tendenze  underground degli anni Ottanta, ha spiegato il  New York Times : «Supreme prende lo spirito punk degli skater dell’era di Dogtown, il pragmatismo macho dell’abbigliamento militare, i colori sfacciati dell’hip hop degli anni Ottanta, e li fonde in un’estetica unica», Come ha spiegato il sito  Racked, Supreme adottò da subito una tecnica tipica delle aziende d’alta moda, che producono capi molto elitari e costosi per posizionarsi come marchio di lusso, ma che poi ottengono i maggiori guadagni dalla vendita di accessori e prodotti più economici, I capi Supreme hanno prezzi molto più bassi di quelli delle aziende di alta moda, ma non sono comunque economici: si parla di diverse decine di euro per una maglietta, di oltre 150 euro vans a quadretti per una felpa e di diverse centinaia per una giacca, Ma vendendo di tutto, dagli adesivi ai boxer ai cappellini, Supreme è riuscita a sfruttare una strategia simile..

Supreme è ancora oggi un’azienda più piccola di molte sue concorrenti, I suoi prodotti sono venduti soltanto vans a quadretti online e in 11 negozi ufficiali: dopo quello di New York ne aprì uno a Los Angeles nel 2004, e da allora ne sono stati aperti a Parigi, Londra, Tokyo, Nagoya, Osaka e Fukuoka (il Giappone è uno dei mercati principali dell’azienda), Proprio la scorsa settimana Supreme ha aperto l’undicesimo negozio a Williamsburg, Brooklyn, Nonostante il successo, Supreme è riuscita a mantenere una reputazione di nicchia e legata ai movimenti  underground, almeno fino agli ultimi anni, quando l’enorme successo ha intaccato questa caratteristica: secondo Women’s Wear Daily, i dettagli dell’accordo con Carlyle Group sono stati tenuti nascosti da Jebbia perché teme che la valutazione da un miliardo di dollari della società possa rovinare questa reputazione..



Messaggi Recenti